Essere Valentino

Per essere Valentino ci devi nascere, devi avere il glamour nel sangue; infatti, fin da piccolo non ha mai desiderato essere nessun altro. A 13 anni sua sorella lo portò al Silver Screen – cinema –  dove fu molto colpito nel vedere bellezze come Judy Garland e Lana Turner in abiti spettacolari e pieni di luce; rimase talmente folgorato che decise che sarebbe diventato il creatore di abiti bellissimi per le donne.

Valentino è stato da sempre un sognatore ad occhi aperti – come gli rimproverava spesso sua madre: “tu sogni, sogni e sogni soltanto sciocchezze!” – ma lui rimane fedele e tenace ai suoi sogni e alle sue convinzioni; così studia figurino e francese prima a Milano e poi all’École de La Chambre Syndicale de la Couture a Parigi. Dopodiché lavorerà presso altri stilisti, ma lui è ostinato, vuole fare da sé e con il supporto dei genitori apre a Roma in Via Condotti il suo primo atelier. 

Non si accontenta mai! Al rientro in Italia da Parigi pretende di cambiare la moda seguendo lo stile parigino, con tutto il suo fasto e il suo glamour; senza badare a spese sia nelle collezioni che nella vita privata, si concede tutto. E’ così che diminuiscono le finanze e si avvia il suo fallimento.

Lui stesso ha detto:  “Io sono bravo a disegnare abiti fantastici, ma sono un disastro in qualsiasi altra cosa, non sono capace di fare nient’altro.”

All’epoca non aveva considerato che saper creare abiti meravigliosi pieni di charme ed eleganza non bastava per essere uno stilista di successo. Se oggi riconosciamo che vuol dire un’emblematica V non è sicuramente solo grazie a Valentino, ma al suo fortuito incontro in una sera romana in via Veneto, all’epoca della Dolce Vita con Giancarlo Giammetti.

Diventati grandi amici da subito, Giammetti capì che Valentino non era in grado di gestire le finanze del suo atelier; sapeva di non essere neanche lui un grande esperto in tal senso, ma era consapevole di possedere almeno intuito e senso pratico. Così nel 1960, da quando hanno iniziato a lavorare insieme, è nata la magia del marchio ed è da quel momento che ha inizio l’Impero Valentino.

Valentino nella sua eccentricità vuole brillare da solo, non accetta niente di diverso dal suo punto di vista, è pretenzioso e saccente tanto da non ammettere mai di aver bisogno degli altri o che questi possano avere ragione; accetta raramente consigli e quando lo fa, è come per assecondare i capricci altrui.

Pretende che, quando chiama alla sua Maison, le linee telefoniche siano libere, se occupate, rimprovera aspramente la receptionist. Valentino vive un suo ruolo, quello del couturier irraggiungibile, ed è così che si comporta al suo arrivo in atelier: non saluta, non si ferma, non ha tempo. 

È talmente preso dalle sue creazioni, dal suo ego, dal suo personaggio, che a lui il lavoro dietro al business e gli innumerevoli ingranaggi che servono per far muovere l’impero non interessano, non li conosce; come dice Giammetti: “I problemi non lo sfiorano”.

Ad avere una visione di insieme e a capirlo è Giammetti; è lui che ha avuto la qualità più importante per affiancare Valentino per 45 anni: “Per stare a fianco a Valentino come amico, amante ed impiegato ci vuole tanta pazienza” ha detto. Pazienza, piena di lungimiranza e generosità per far splendere soltanto lui, Valentino.

Senza Giammetti, Valentino non sarebbe stato neanche una terza parte di quello che è diventato; e anche se è stato determinante ma all’ombra, Giammetti definisce in una parola questo compromesso: “Felicità”. 

E’ indubbio che la caparbietà di Valentino l’ha portato a dei risultati creativi inimmaginabili.  Per lui, le sue creazioni erano tutto; si ritagliava 3 o 4 giorni per sé all’anno, in realtà era la Maison. Ore di costante lavoro hanno prodotto innumerevoli capolavori.

Nella vita come nel lavoro abbiamo bisogno di un equilibrio proprio e collettivo, ed è importante capire che tutti brilliamo se facciamo bene quello che sappiamo fare, ma quel bagliore non è l’approvazione degli altri, è la nostra felicità.

La sua ispirazione, la bellezza, la sua costanza, la perfezione, per lui le modelle dovevano apparire forti, sofisticate e femminili.

Nella Maison c’è stata una sola macchina da cucire, mai usata! Tutto era realizzato rigorosamente a mano, con 100 cucitrici al lavoro. Valentino realizzava i suoi schizzi che poi spiegava, modellando direttamente sulle modelle i tessuti che le sarte poi cucivano fino alla creazione dell’opera finale.  

Ha fatto suo un colore, quello che fin da piccolo lo affascinava, lo faceva gioire e sognare. Un colore che da giovane all’Opera di Barcellona così ricorda…  

“Fra tutti i colori indossati dalle altre donne, mi è sembrata unica, isolata nel suo splendore. Non l’ho mai dimenticata. Penso che una donna vestita di rosso sia sempre meravigliosa, è la perfetta immagine dell’eroina”

Il rosso si è acceso in lui per non spegnersi mai e per accendersi per sempre nell’Olimpo della moda: il Rosso Valentino. 

Il rosso, un colore pieno di simbolismo nelle culture e nella storia, e fra tanti significati il colore dell’ambizione, del desiderio, della passione, il colore degli imperatori; ed è proprio così che Valentino è stato definito nel film del 2008 diretto da Matt Tyrnauer: Valentino L’ultimo imperatore.

Anche se al momento di scegliere alcuni vestiti emblematici per la celebrazione del suo 45° anno in carriera (da lì a poco si sarebbe ritirato) non ha scelto nessun abito rosso! Li ha definiti: “…fra i più stupidi e semplici!”

 Possiamo allora immaginare che per lui il rosso, sì, rappresentasse forza e meraviglia se indossato da una donna, ma, che era già imponente di suo e che la vera sfida era nel creare lo stesso impatto con colori meno dominanti?

Lui, Valentino, l’imperatore della moda italiana nel mondo, ci ha fatto sognare con le sue creazioni piene di vita. Seducenti e ambiziosi, i suoi abiti ci hanno trasportato nella storia, sia nel passato che nel futuro, ci hanno fatto viaggiare lontano, in mondi sontuosi e leggeri, lontani e avvolgenti; ci ha fatto vedere la tradizione con occhi nuovi ma, anche l’eleganza dell’avanguardia. Valentino ha da sempre mantenuto un equilibrio fra tradizione e innovazione.

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