La geometria della bellezza

C’era fermento, creatività, libertà. C’era possibilità, era la Londra degli anni sessanta.

Un periodo dove tanti tabù erano stati eliminati, dove le persone si erano tolte di dosso il peso di strutture rigide e monotone esplorando nuove forme di fare e di esprimersi. E c’era anche lui, un uomo visionario e rivoluzionario che ha dato forma ad un nuovo modo di vedere e di sentire le donne, stravolgendo non solo il mestiere degli hairstylist, ma influenzando un’intera generazione; il suo nome è Vidal Sasson.

Aveva  imparato il mestiere facendo l’apprendista controvoglia, ma quando decise di farlo diventare il suo lavoro definitivo, pur non sapendo ancora come attuarlo, pensò che era arrivato il momento di dare una svolta innovativa.

Era cresciuto in povertà, di origini ebree, fu abbandonato dal padre e visse per un periodo in orfanotrofio facendo il postino fra le macerie della guerra. Poi quando iniziò a lavorare a Londra, avendo difficoltà a lavorare a causa del suo “accento di strada”, pressi lezioni di dizione, un’esperienza che lo aiutò tutta vita. Imparò come andare oltre gli ostacoli.

Intanto sapeva quello che non voleva: tagli e acconciature rigide, limitanti, monotone e scontate che fino ad allora costringevano le donne ad andare in salone due o tre volte a settimana per avere i capelli sistemati.

Era determinato ad essere eccellente, cercava il senso delle cose e sapeva di voler rivoluzionare il mestiere del hairstyling, come tutto il resto, anche i capelli dovevano cambiare.

Fremeva per capire qual era l’impronta che avrebbe lasciato, ma non capiva come, e questo lo tormentava. A volte succedeva che a metà taglio buttasse il pettine a terra ed uscisse a prendere aria per non tornare fino al giorno successivo.

Una persona che da sempre ha saputo vedere le avversità come punti di forza, con entusiasmo e spirito d’avventura per raggiungere i suoi obiettivi. 

Finalmente un giorno ha avuto la sua ispirazione: l’architettura, fare l’architetto sarebbe stata la sua professione.

Era ormai chiaro: eliminare il superfluo, per arrivare agli angoli base del taglio e della forma. Così come aveva visto fare dalla Bauhaus – legando il design alla sua funzionalità.

Dopo nove anni dall’apertura del suo primo salone, creò il taglio che lo avrebbe reso noto in tutto il mondo: il taglio a cinque punte o meglio conosciuto adesso come il Bob Cut. Basato sulla struttura ossea, è un taglio che cerca il senso dei capelli facendoli tornare al suo posto anche se mossi dalle dita o dal vento. Capì che così come nella haute couture il taglio è l’elemento più importante per decidere la linea.

Il taglio a 5 punte dava libertà e tempo alle donne perché poteva essere sistemato a casa, un taglio che ha fatto sì che si confondessero le classi sociali, trasmettendo quel senso di libertà, di emancipazione che gridavano gli anni sessanta e dando forza fisica ed emozionale alle donne.

Vidal Sassoon non faceva i tagli che gli venivano chiesti, lui faceva il taglio che credeva doveva avere la persona. Quando tagliava i capelli non lo faceva soltanto con le forbici, ma con tutto il suo corpo, si muoveva intorno alla persona, come se ballasse. Il suo viso si riempiva di espressioni. 

Era tutto uno spettacolo!

È stato un grande leader, dall’inizio ha dato valore alla squadra sapendo riconoscere il lavoro di ogni membro. Al mattino quando lui arrivava, un po’ tutto andava in pausa, attendendo che lui si mettesse al lavoro. Poi sentendosi tutti al sicuro con la sua presenza, ricominciavano a lavorare con incredibile energia ed armonia.

Il suo primo salone a Bond st. era come i suoi tagli: fuori serie. Per la prima volta, grazie alle grandissime vetrate si poteva guardare dentro il salone e sentire gioia, energia e convivialità, ma allo stesso modo si poteva osservare la sua professionalità in un ambiente moderno e fresco. Tutti volevano stare lì, i clienti attendevano ore per essere ricevuti. Era una vera e propria passerella.

Ha tagliato i capelli ai grandi artisti dell’epoca, il taglio che ha fatto all’attrice Nancy Kwuan ha riempito le copertine dei giornali. È stato girato un film nel mezzanine del salone e Mia Farrow ha menzionato il suo nome in un film, riferendosi al taglio che aveva, rendendolo così noto non più soltanto in Europa e fra i famosi, ma in tutta l’America. 

Era irrequieto nel fare ancora, aveva creato i capelli pret à porter, adesso voleva fare in modo che le donne potessero curare i capelli a casa, così ha di nuovo aperto le porte ad un nuovo modo di concepire la industria dei prodotti per la cura dei capelli, creando un marchio internazionale e affascinando specialmente il mondo orientale.

Si trasferisce a Los Angeles dove era diventato l’invitato d’avere nei show televisivi, tanto che gli hanno offerto il proprio programma settimanale, fino ad allora qualcosa di inconcepibile per un hairstylist. Era il portavoce del suo marchio, faceva lui stesso gli spot pubblicitari, il suo slogan diceva: “Se non hai un bell’aspetto, noi non abbiamo un bell’aspetto”.

Un uomo equilibrato che già allora sapeva dell’importanza del benessere psicofisico. Dedicava ogni giorno del suo tempo a se stesso, interessato all’esercizio e al cibo che lo manteneva in salute. E siccome creare era naturale in lui, fece di questa sua passione un libro, il primo della sua specie “Un anno di bellezza e salute” è stato un libro illustrato, che dava dei consigli su come curare i capelli e il corpo, un libro che ha venduto 300,000 copie il primo anno!

Per Sassoon l’unica cosa importante è quello che si lascia dietro, e quindi è stato naturale insegnare agli altri, in modo che potessero prendere il suo lavoro e portarlo oltre. Naturale per lui, ma prima d’allora non esistevano accademie dove insegnassero la professione. Le sue accademie sono presenti in tutto il mondo e i suoi insegnamenti sono la base di quello che ancora oggi è il hairstyling.

Insieme a Mary Quant, la disegnatrice di moda femminile di quegli anni, creò il look di tutta una generazione, esprimendo quel senso di libertà ed effervescenza dello Yuthquake: la rivoluzione giovanile.

Cercava di fare del suo meglio “sempre” aiutando gli altri. Tra le altre cose, contribuì alla ripresa del New Orleans dopo che era stato colpito dall’uragano.

La creatività di Vidal Sassoon era sempre accesa, emanava passione quando parlava dei capelli, per lui erano geometria, angoli, forme irregolari da tagliare, purché si adattassero al viso e alla struttura ossea. Era un innovatore che cercava sempre il design e la bellezza tanto che la regina Elisabetta d’inghilterra lo nominò CBE, Comandante dell’Impero Britannico.

Un mito, una leggenda, definito anche come “La persona”. L’uomo cha ha trasformato un mestiere in arte, influenzando la cultura di una generazione, cambiando il mondo dei capelli così come lo conosciamo. Il segno di Vidal Sassoon è indelebile, la linea pulita dei suoi tagli è attuale ancora oggi.

La sua vita è un esempio di perseveranza nelle avversità, ma soprattutto di fare di esse i suoi punti di forza con entusiasmo e spirito d’avventura.

Un uomo affascinante, carismatico, profondo, appassionato, generoso, pieno di energia e creatività. Vidal Sassoon ha saputo vedere se stesso avendo il coraggio di fare quello in cui credeva.

SOFIA OCHOA

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